Venezia #7: Sant’Erasmo

I te ciava to mama e to popà No i fa mia posta, ma i te ciava Luigi Meneghello che traduce in veneto Philip Larkin[1]     Si arriva all’isola verde di solito per andare a mangiare fuori con la scusa di fare una gita fuori porta, e bisogna proprio volerlo, i vaporetti non passano frequentemente, ma nelle giornate di primavera, riscaldate da un sole tiepido, il viaggio in laguna è piacevole. Certo se si pensa al martirio di Sant’Erasmo ritratto in un celebre quadro di Nicolas Poussin, in cui due soldati romani gli strappano gli intestini, banchettare sembra quasi … Continua a leggere Venezia #7: Sant’Erasmo

Tabula rasa

A volte si attraversano alcune fasi in cui è utilissimo fare tabula rasa, ricominciare tutto daccapo. Nel saggio magnifico dedicato alla storia dell’ombra di Victor I. Stoichita[1] ho scoperto un’incisione omonima di Vincenzo Carducci (1576?-1638), pittore di origine italiana emigrato in Spagna nel Seicento noto anche come Vicente Carducho. La Tabula Rasa illustrata (vedi fig.1) è contornata da una fascia di alloro, una scritta in latino di derivazione aristotelica potentia ad actum tanquam tabula rasa e in mezzo un pennello che proietta solamente la sua ombra. L’ombra diventa una sostituzione del segno, dell’atto creativo. La simbologia pare che sia stata ispirata … Continua a leggere Tabula rasa