Fossili

Sul chiuso quaderno  Di vati famosi, Dal musco materno  Lontana riposi, Riposi marmorea, Dell’onde già figlia, Ritorna conchiglia.   Occulta nel fondo D’un antro marino Del giovane mondo Vedesti il mattino; Vagavi co’ nautili, Co’ murici a schiera; E l’uomo non era…     Sopra una conchiglia fossile nel mio studio, Giacomo Zanella, Poesie 1868-1885   Sono andata a votare, poco convinta, in apprensione per questa epoca in crisi nera, anzi nerissima. Seguendo la tassonomia delle ere geologiche, le descrizioni sono di solito poco invitanti, animali che arrancano alla ricerca di cibo, e vengono fagocitati da bestie ferocissime, condizioni climatiche terrificanti, tempi … Continua a leggere Fossili

Tabula rasa

A volte si attraversano alcune fasi in cui è utilissimo fare tabula rasa, ricominciare tutto daccapo. Nel saggio magnifico dedicato alla storia dell’ombra di Victor I. Stoichita[1] ho scoperto un’incisione omonima di Vincenzo Carducci (1576?-1638), pittore di origine italiana emigrato in Spagna nel Seicento noto anche come Vicente Carducho. La Tabula Rasa illustrata (vedi fig.1) è contornata da una fascia di alloro, una scritta in latino di derivazione aristotelica potentia ad actum tanquam tabula rasa e in mezzo un pennello che proietta solamente la sua ombra. L’ombra diventa una sostituzione del segno, dell’atto creativo. La simbologia pare che sia stata ispirata … Continua a leggere Tabula rasa

Legittime evasioni

“È inutile sbarrare le porte alle idee, le scavalcano.” Klemens von Metternich Saluto la fine di gennaio con un insolito omaggio a Silvio Pellico (1789-1854), ricordato prevalentemente per Le mie prigioni. Grazie a Google, ho trovato una versione integrale dell’opera, l’edizione pubblicata a Parigi nel 1835, una copia custodita gelosamente in una biblioteca dell’Università del Michigan. Da subito mi hanno spiazzato le prime righe dell’incipit: “Il Venerdì 13 ottobre 1820 fui arrestato a Milano…lascio la politica ov’ella sta e parlo d’altro.”[1] Ma come? Ci hanno incrinato per anni con la storia di Silvio Pellico imprigionato ingiustamente nello Spielberg, con l’immagine … Continua a leggere Legittime evasioni

Ubi maior minor cessat

Quid cazzus vis? Ammetto mi ha fatto ridere, un commento tra studenti che si passavano online le versioni di latino. Sono organizzatissimi, testi in pdf, elenco completo di versioni tradotte scaricabili comodamente a casa. Tra gli appunti e riflessioni varie sono capitata sulle Lettere a Lucilio di Seneca, riassunto come un rompiballe che asfissiava l’amico con osservazioni continue per il suo bene, ma pur sempre osservazioni. A noi della generazione pre-computer, non succedeva nulla di tutto questo, si copiava direttamente in classe, ancora con il cappotto addosso prima che entrasse il professore, asini consapevoli. Allora per curiosità sono andata a … Continua a leggere Ubi maior minor cessat

Il risveglio di Filottete

Grazie a Pinkola Estés[1] mi sono messa a leggere una tragedia di Sofocle che non conoscevo, il Filottete. La storia ha una trama insolita, ma certo fa riflettere su una capacità spesso sottovalutata, l’empatia. Filottete è un valoroso guerriero che è stato abbandonato sull’isola di Lemno da Odisseo e i suoi compagni, dopo essere stato morso da un serpente che gli ha procurato una ferita al piede che non solo non guarisce e gli provoca delle pene indicibili ma emana un fetore insopportabile. Nessun marinaio vuole attraccare su quell’isola vulcanica dall’aria irrespirabile. Addolorato per il tradimento dei compagni con cui … Continua a leggere Il risveglio di Filottete