I paradossi dell’anafora

È proprio il caso di dirlo qualche volta è utile ripetere le cose, come ricorda una figura retorica ampiamente utilizzata, l’anafora, dal greco “ripetizione”, da anaphérõ, io ripeto, semplicissima, basta impiegare la stessa parola, o anche più parole, all’inizio di almeno due frasi successive. Esempio colto citato dallo Zingarelli, l’immancabile Dante: s’io meritai di voi mentre ch’io vissi, s’io meritai di voi assai o poco… (Inferno, XXVI, 80-81) Un suo sinonimo è l’epanafora, che suona un po’ come una sua versione paracula, ma è un altro modo per dire la stessa cosa. Sono inevitabili invece le variazioni da un punto … Continua a leggere I paradossi dell’anafora

Dai tempo al tempo

In un momento di entusiasmo filosofico sono andata a consultare la monografia dei Meridiani Mondadori su Giambattista Vico, un’opera in due volumi, il primo con tutti gli scritti in ordine cronologico, in alcuni casi con testo a fronte in latino, il secondo, a sorpresa, un contenitore di note. In teoria uno dovrebbe leggerli in parallelo, una lettura costantemente interrotta da rimandi e citazioni. Non mi sono persa d’animo e mi sono venute in mente alcune lezioni remote sul “mondo civile fatto dagli uomini”. Vico sottolinea la necessità di reinterpretare gli avvenimenti storici senza cadere nell’errore comune dell’anacronismo storico. Le ricostruzioni … Continua a leggere Dai tempo al tempo