Le interviste possibili: VII. Andrea Bettini

Il settimo appuntamento con le interviste possibili si apre con il mecenate delle anime, Andrea Bettini, ideatore di un progetto narrativo unico nel suo genere. Laureato in economia, esperto di marketing, scrittore, ghost-writer, attore in commedie veneziane, qui direi che si affrontano con disinvoltura e maestria discipline e aree diverse. Benvenuto nel mio salotto virtuale, cosa ti offro? A te la scelta… Guarda qualche settimana fa sono stato a trovare un’amica che sta facendo un corso per “Tea Sommelier” e mi ha introdotto in questo fantastico mondo. Dialogo, ritualità, degustazione e perché no… un viaggio alla scoperta di culture diverse. … Continua a leggere Le interviste possibili: VII. Andrea Bettini

Vademecum? Anche no!

…”E ti conviene sperare che non accada niente a me. Perché se muoio io…muori pure tu.” Annie Wilkes in Misery non deve morire Marzullo, ormai è risaputo, ha creato dei mostri: domande a cui è impossibile rispondere in modo intelligente. Anni fa, il Corriere della Sera aveva stilato una classifica di alcune risposte, la mia preferita rimane quella di Glenn Ford, che alla fatidica domanda a cui era impossibile sottrarsi: “Cos’è la notte per lei?”, rispose: “È la prima volta che me lo chiedono.” Insuperabile, inutile fingere un entusiasmo che non si ha, stroncandolo fin dall’inizio. Ora invece imperversano i consigli … Continua a leggere Vademecum? Anche no!

Tabula rasa

A volte si attraversano alcune fasi in cui è utilissimo fare tabula rasa, ricominciare tutto daccapo. Nel saggio magnifico dedicato alla storia dell’ombra di Victor I. Stoichita[1] ho scoperto un’incisione omonima di Vincenzo Carducci (1576?-1638), pittore di origine italiana emigrato in Spagna nel Seicento noto anche come Vicente Carducho. La Tabula Rasa illustrata (vedi fig.1) è contornata da una fascia di alloro, una scritta in latino di derivazione aristotelica potentia ad actum tanquam tabula rasa e in mezzo un pennello che proietta solamente la sua ombra. L’ombra diventa una sostituzione del segno, dell’atto creativo. La simbologia pare che sia stata ispirata … Continua a leggere Tabula rasa

Un timido ricordo

Una poesia di Giorgio Caproni (1912-1990) dedicata alla scrittura.   … perch’io, che nella notte abito solo anch’io, di notte, strusciando un cerino sul muro, accendo cauto una candela e riscrivo in silenzio e a lungo il pianto bianca nella mia mente – apro una vela timida nella tenebra, e il pennino che mi bagna la mente… strusciando che mi scricchiola, anch’io scrivo. (Tratta dalla raccolta Il seme del piangere, 1959) Continua a leggere Un timido ricordo

Tu quoque

Quando penso al diario di bordo mi viene subito in mente il capitano Kirk che compila resoconti angoscianti dall’astronave Enterprise, a partire da una remota data astrale…la parola blogger non mi è mai piaciuta, ma apparentemente non esiste una traduzione in italiano, e se esistesse sarebbe una perifrasi: “chi scrive un blog”. Non si riesce quindi ancora una volta a fare a meno di ricorrere all’inglese. Siamo in un’era tecnologica dove l’ascolto è necessariamente passato in secondo piano, una Babele di lingue dove tutti si parlano sopra, certi che prima o poi il nostro messaggio arriverà a destinazione, anche se … Continua a leggere Tu quoque