Dantissimi auguri

750 anni della nascita del sommo vate, celebriamo! Si legge a voce alta, volendo. Non è un canto intero, ma una libera successione di versi scelti da Inferno, Purgatorio e Paradiso. Metodo innegabilmente Random. Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita. Lo giorno se n’andava, e l’aere bruno toglieva li animai che sono in terra da le fatiche loro; e io sol uno m’apparecchiava a sostenere la guerra Per me si va ne la città dolente, Per me si va ne l’eterno dolore, Per me si va tra … Continua a leggere Dantissimi auguri

La luce del giorno: Eric Ambler

Mens aequa in arduis Orazio Attirata dalla copertina di Bruno Munari. Eric Ambler (1909-1998) è conosciuto per le sue storie di spionaggio. Da questo libro hanno liberamente tratto il film Topkapi, che ha un finale diverso e si concentra su una parte dell’intreccio. Protagonista è Arthur Simpson, cognome pre-cartone animato, pre-era telefonino, pieno vintage. Il telefonino gli avrebbe risparmiato parecchie seccature, pubblicato nel 1964, ambientato ad Atene, dove Arthur ha trovato una momentanea oasi di pace dopo un periodo travagliato in Egitto. Figlio di un ufficiale inglese e di una donna egiziana, alla morte del padre, viene rispedito a studiare in Inghilterra dove si trova malissimo, rinunciando già … Continua a leggere La luce del giorno: Eric Ambler

Due calcoli a occhio e croce

Storia del concetto di derivata? Pascal Dupont ce lo spiega. La faccenda sembra semplice. Leibniz e Newton sono ritenuti i fondatori del calcolo infinitesimale, secondo Dupont il vero fondatore fu lo zeitgeist, lo spirito del tempo. E già ci sorprende. Nacque prima il limite o la derivata? Si annuisce fingendo di capire dove vuole andare a parare. Non bisogna avere fretta. L’integrazione (calcolo di aree, volumi, baricentri) era pane quotidiano nell’antichità classica, Archimede in testa. La derivazione nel ‘600 arriva con Fermat, Newton e Leibniz. Il limite nell”800 con Cauchy. Fermat si occupava di matematica solo nel tempo libero, era un magistrato. … Continua a leggere Due calcoli a occhio e croce

Otto o nove pinte?

Così inizia Il Mistico di Dublino, un racconto in crescendo di Séamas Mac Annaidh, autore irlandese in lingua gaelica. Nato a Dublino (1961) e cresciuto a Enniskillen, nell’Irlanda del Nord, contea Fermanagh, per qualche sceriffo in ascolto. I suoi primi romanzi formano una trilogia, Il Vortice del mio merlo giallo del 1983 è stato tradotto in russo nel 1989, nel 1986 I miei due Mickies, a seguire nel 1990, I Detriti dei Mickies. Ha a sua volta tradotto Un anello di Fumo di Andrea Camilleri in gaelico con il titolo Colun Deataigh (Coiscéim, 1998). L’arpa celtica continua a suonare..ultimamente anche in basco, e il mistero si … Continua a leggere Otto o nove pinte?

Zec-cosette

..e la serpe verde che hai schiacciato non ti perdonerà. E allora devi a lungo cantare per farti perdonare e la pulce d’acqua che lo sa l’ombra ti renderà Dal fantasma della pulce di Blake – tempera geniale – alla pulce d’acqua di Branduardi, il passo è breve. Una filastrocca apparentemente lieve ma che se canti, non è necessario, perché se lo fai, ti rimarrà in testa tutto il giorno..anche la pulce ha un’epica, tutta sua, ma ce l’ha e non ti ha perdonato. La faccenda è grave perché la pulce ti ha pure fregato l’ombra. E che si deve … Continua a leggere Zec-cosette