La Chiesa di Auvers e il riflesso di Van Gogh

La stampa di questo quadro di Van Gogh (1890) è stata per anni appesa nel corridoio della mia vecchia casa di Udine. All’epoca mi limitavo a fissare il riflesso sul vetro, mentre tentavo di chiudere la porta che tagliava il corridoio in due, facendo attenzione al filo del telefono, che poi si arricciava in spire contorte che bisognava rigirare nel senso inverso per rimettere la cornetta apposto. Non che avessi quali segreti da nascondere, solo pudore. Quel quadro invece ha un cielo che già dice tutto. In mezzo a un campo, c’è una chiesa deformata, davanti una figura che ci … Continua a leggere La Chiesa di Auvers e il riflesso di Van Gogh

Altre illuminazioni

Sensazione   Nelle azzurre sere d’estate, me ne andrò per i sentieri, punzecchiato dalle spighe, a calpestare l’erba tenera: trasognato, ne sentirò la frescura ai piedi. Lascerò che il vento bagni la mia testa nuda.   Non parlerò, non penserò a niente: ma l’amore infinito mi salirà nell’anima, e andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro, attraverso la Natura, – felice come con una donna.   (Arthur Rimbaud, 1870, traduzione dal francese di Giovanni Soriano)[1] Con grande piacere, questa settimana riprendono “Le interviste possibili”, mercoledì avrò come ospite un musicista di grande talento… In attesa della puntata speciale, sono andata … Continua a leggere Altre illuminazioni

L’eco di Forugh

Tra le grandi interpreti della poesia persiana spicca Forugh Farrokhzad (1935-1967), un’artista che si è distinta per il suo talento e il suo coraggio, aldilà delle vicissitudini sentimentali – il divorzio dal marito, il conseguente allontanamento dal nucleo famigliare e dal figlio, condannato duramente all’epoca – in una continua tensione alla ricerca di un’espressione di sé e di un universo poetico che racchiudesse e ispirasse altri mondi e altre visioni. La sua prima raccolta di poesie venne pubblicata nel 1955, il suo unico documentario Khaneh siah ast (The House is black) sulla vita dei lebbrosi in Iran risale al 1963, … Continua a leggere L’eco di Forugh

Trittico giallo

Quando la sera raffredda il giallo fiume, e l’ombra incede sui sentieri della giungla, il palazzo di Zimbabwe si accende di un bagliore accecante per un grande re che ha paura di sognare. H. P. Lovecraft Il 24 Marzo a Madrid si è tenuta la terza notte creativa interamente dedicata a un colore, il giallo, organizzata dall’Atelier Meta-morphic in collaborazione con Miradas de Mujeres. L’intento, peraltro riuscito in pieno, era di formulare una nuova visione rispetto al ruolo che la donna ha con il potere e l’espressione di sé e di presentare dei progetti innovativi che mettessero in luce la … Continua a leggere Trittico giallo