San Giorgio degli Schiavoni

Castello, Venezia. Ingresso: 5 euro (li vale tutti). All’interno troverete il signor Stefano che è un pozzo di scienza e il ciclo di teleri di Vittore Carpaccio, dedicati ai santi protettori della confraternita, tra cui San Girolamo – di cui vi ho parlato anche troppo qui nel blog – e due storie evangeliche. Qualche anticipazione: ne I Funerali di San Girolamo occhio alla piccola lucertola in basso in postazione centrale, l’animale è un simbolo di rinascita, il frate con il pince-nez tiene in mano un piccolo manoscritto (impossibile non ricordare la creatività tipografica di Aldo Manuzio, l’inventore delle edizioni tascabili), il cane … Continua a leggere San Giorgio degli Schiavoni

Qui e ieri

L’uomo gioca sempre a partire dal centro della sua vita anche quando si disperde in cento maschere E. Fink   Finalmente sono riuscita a vedere L’anno scorso a Marienbad, considerato il capolavoro incompreso di Alain Resnais, con la sceneggiatura di Alain Robbe-Grillet, vincitore del Leone d’oro a Venezia nel 1961, un film in bianco e nero che non contempla l’ossimoro, o si ama o si odia, c’è chi alza gli occhi al cielo e ti augura buona fortuna! Non vado in Francia da anni, e quindi il mio francese è decisamente arrugginito, ma sentire Albertazzi recitare la sequenza di ricordi ordinati come … Continua a leggere Qui e ieri

H. P. Lovecraft e la quarta dimensione

Si dice che a Ulthar, oltre il fiume Skai, non si possono uccidere i gatti, e mentre guardo la bestiola accoccolata a far le fusa davanti al caminetto, non ho nessun motivo per dubitarne. Enigmatico, il gatto è affine a quelle strane cose che l’uomo non può vedere. È lo spirito dell’antico Egitto, depositario dei racconti a noi giunti dalle città dimenticate delle terre di Meroe e Ophir. È parente dei signori della giungla, erede dell’Africa oscura e feroce. La Sfinge è sua cugina, e lui parla la sua lingua; ma il gatto è più vecchio della Sfinge, e ricorda ciò che … Continua a leggere H. P. Lovecraft e la quarta dimensione