La Lista delle Liste #4 #Bloomsday #16Giugno

Oggi è Bloomsday, giornata dedicata a James Joyce e al suo Ulisse, al giorno in cui si svolge il flusso di coscienza di mille pagine, il 16 Giugno 1904, a Dublino. Il giorno in cui la futura moglie Nora Barnacle scopre di essere innamorata di James Joyce, il loro primo incontro. La storia parte dalla Torre di Sandycove, località Dun Laoghaire, a 12 km a sud di Dublino. Stephen Dedalus – nome del protagonista del romanzo di esordio di Joyce, Ritratto dell’artista da giovane, qui ritorna per impersonare la figura di Telemaco, Ulisse è Leopold Bloom, sposato a Molly/Penelope. Nella … Continua a leggere La Lista delle Liste #4 #Bloomsday #16Giugno

Frammenti

A me beato sembra come un dio l’uomo che siede a te dinanzi, ed ode da vicino le tue dolci parole                                                 ed il tuo dolce riso amoroso. E subito nel petto sbigottisce il mio cuore: se io ti vedo solo un istante, subito la mia                                                 voce si spegne. Mi si spezza la lingua, ed una fiamma Sottile mi trascorre per le membra, ed io non vedo nulla più con gli occhi;                                                 romban gli orecchi. Freddo sudor m’inonda, ed un tremore tutta mi prende, e più verde dell’erba io … Continua a leggere Frammenti

Il mondo in un dettaglio

Ritratto di Alexander Pope del pittore inglese Jonathan Richardson (1665-1745) “Il suono deve sembrare un’eco del senso.” Alexander Pope Alessandro Papa (1688-1744), così come è stato tradotto in italiano dall’abate Antonio Conti Veneziano, viene quasi sempre ricordato in modo sommario per essere l’autore del poemetto satirico Il riccio rapito, ma ha una storia davvero sorprendente. Figlio unico di genitori anziani di fede cattolica, in seguito alle restrizioni dei diritti civili che colpiscono i cattolici dopo il 1689, è un autodidatta, non può frequentare la scuola pubblica, né andare all’università, e così va a lezione dai preti. Impara le lingue da … Continua a leggere Il mondo in un dettaglio

Le Odissee che preferisco ricordare

“…fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.” (Dante, Inferno XXVI, 119-120) Alle medie ci costringevano a fare le parafrasi dell’Odissea, un esercizio stilistico dove di solito si riscrive male quanto è già stato detto, ma a quell’età non si potrebbe fare altrimenti. Si leggevano le versioni neoclassiche di Ippolito Pindemonte, Vincenzo Monti, confrontandole con la traduzione ‘moderna’ di Rosa Calzecchi Onesti. Nel programma di studio Ulisse ricompariva in Dante, all’inferno nella bolgia dei fraudolenti, avvolto in una lingua di fuoco. Curiosamente Dante non aveva mai letto l’Odissea, la fama dell’arguzia di Ulisse gli era stata … Continua a leggere Le Odissee che preferisco ricordare