La polizia ringrazia, e non solo

Oggi, rileggendo gli articoli, sono stata distratta dai numeri, centotredicesimo articolo…inevitabile non pensare al numero della polizia e soprattutto a un film che il mio professore di Latino e Greco citava spesso e volentieri, La polizia ringrazia, che nessuno di noi aveva visto e di cui lui era entusiasta al punto da assegnarci persino un tema. Uno svolgimento surreale, ma l’ignoranza era tale che non c’eravamo resi conto di dover scrivere una recensione di un film di Stefano Vanzina, il padre dei temibili fratelli. Nella guida di Leonard Maltin gli hanno assegnato due stelle, unico film insieme a Anastasia mio … Continua a leggere La polizia ringrazia, e non solo

Orangeness

Breve croni-memoria dedicata alla Notte Creativa sull’arancione organizzata dall’Atelier Meta-Morphic il 21 Gennaio a Madrid.  L’arancione è stato un colore che ha attraversato tutta la mia infanzia. Negli anni settanta andavano di moda oggetti tecnologici che alludessero ad altri mondi, una rivisitazione del futuro che era già un dé-jà vu, suggerita dai telefilm dell’epoca: lampade improbabili con fibre ottiche che vibravano, puff scomodissimi in cui si sprofondava goffamente. Di solito venivano abbinati a dei mobili ordinari, i salotti erano una cattiva imitazione di setting spaziali, era un modo efficace per dominare il fascino dell’ignoto all’interno di un ambiente domestico. Mi … Continua a leggere Orangeness

Il tempo capovolto

  “Tu lo sai bene: non ti riesce qualcosa, sei stanco e non ce la fai più. E d’un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno – uno sguardo umano – ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto. E tutto diventa improvvisamente più semplice.” (Andrej Tarkovskij) Apro la finestra, un paesaggio rarefatto coperto da una nebbia fittissima in un’atmosfera sospesa, quasi onirica. Meglio sognare altre atmosfere. Pavel Florenskij, grande teologo, matematico e storico dell’arte, ha ricostruito un’affascinante teoria sulle dinamiche del sogno. Pare che il primo a teorizzare un tempo istantaneo sia stato il barone … Continua a leggere Il tempo capovolto

Stillness

Una volta imboccato il vialetto di Ranelagh Gardens, sentì un’aria famigliare. Bussò alla porta e Mrs Reed con la sua tipica flemma urlò dal corridoio ‘arrivo Darling’. “Bene arrivata, ti ho preparato la camera sull’attico, com’è andato il viaggio?” “Ci ho messo più da Gatwick a qui che da Svetonia a Londra.” “I trasporti inglesi sono inutili, lo so, vuoi una tazza di tè o un caffè, quello che ti piaceva tanto.” Non voleva contraddirla e optò per il caffè filtro, che non le piaceva affatto. “Accomodati in salotto, arrivo subito.” “Come sta Mr Reed?” “È morto da due anni, … Continua a leggere Stillness