Giornata mondiale della poesia: una quartina breve di Cristina Campo

Quartine brevi  ( a T. e L. ) 1 Medita l’acqua, dubita fra i vetri…  Ma s’è smarrita in mezzo agli scaffali  Da ieri un’ape. E tra gli asciutti alari  fragile brilla un’azalea da ieri.      S. Leonardo in Arcetri Primo giorno di primavera 1952 Cristina Campo  Continua a leggere Giornata mondiale della poesia: una quartina breve di Cristina Campo

Le interviste possibili: XII. Domenico Cosentino

Il dodicesimo appuntamento con le interviste possibili si apre con un giovane autore campano, Domenico Cosentino, viaggiatore esperto, appassionato di blues, all’attivo numerose pubblicazioni tra raccolte di poesie, racconti e romanzi, Come un calzino bucato, Addio Kind of Blue, When the Saints, Le città invivibili, Discorsi filosofici con il mio gatto domestico, andiamo a conoscerlo meglio. Benvenuto nel mio salotto virtuale, qui vista la varietà della tua produzione, ci vuole qualcosa di forte, scegli tu… Un nocino della nonna? Ricordo quello che faceva mia nonna, tutto alcol puro e qualche noce. Imbevibile. Va bene facciamoci del male, vada per il … Continua a leggere Le interviste possibili: XII. Domenico Cosentino

Le interviste possibili: IX. Cristina Bove

Oggi sono felice di avere come ospite Cristina Bove, un’artista baciata dalle Muse, si occupa da sempre di poesia, pittura, scultura, orecchio musicale raffinato, è presente in diverse antologie poetiche, ha pubblicato quattro raccolte di poesie, Mi hanno detto di Ofelia (Edizioni Smasher, 2012), Attraversamenti verticali (Il Foglio Letterario, 2009), Il Respiro della Luna (Il Foglio Letterario, 2008), Fiori e Fulmini (Il Foglio Letterario, 2007), solo a leggere i titoli si aprono mondi… Benvenuta nel mio salotto virtuale, dovrei offrirti dell’ambrosia, in alternativa un caffè all’aroma italiano (il mio preferito è Kimbo), un tè, un aperitivo, a te la scelta… … Continua a leggere Le interviste possibili: IX. Cristina Bove

Altre illuminazioni

Sensazione   Nelle azzurre sere d’estate, me ne andrò per i sentieri, punzecchiato dalle spighe, a calpestare l’erba tenera: trasognato, ne sentirò la frescura ai piedi. Lascerò che il vento bagni la mia testa nuda.   Non parlerò, non penserò a niente: ma l’amore infinito mi salirà nell’anima, e andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro, attraverso la Natura, – felice come con una donna.   (Arthur Rimbaud, 1870, traduzione dal francese di Giovanni Soriano)[1] Con grande piacere, questa settimana riprendono “Le interviste possibili”, mercoledì avrò come ospite un musicista di grande talento… In attesa della puntata speciale, sono andata … Continua a leggere Altre illuminazioni

I bisticci della paronomasia

Ho notato che molti cliccano spesso lo spazio riservato alle figure retoriche fai-da-te, oggi allora dedico qualche riga alla paronomasia, letteralmente “mutamento di nome”, nota anche come annominazione, bisticcio, che consiste nell’accostare parole di significato diverso ma simili per attinenza fonetica, o per parentela etimologica o formale. Questa volta lo Zingarelli non cita Dante ma un verso di Montale: Trema un ricordo nel ricolmo secchio. Esempio elegantissimo, dove persino il secchio acquista una sua dignità linguistica. Nel linguaggio parlato ci dobbiamo per forza allontanare da tanta eloquenza, facendoci sorprendere dai cosiddetti strafalcioni, parole che per sbaglio ne ricordano altre. Una … Continua a leggere I bisticci della paronomasia