Le Interviste Probabili: 2. Sir Arthur Conan Doyle

Qui ci inchiniamo di fronte al maestro del Detective per eccellenza, Arthur Conan Doyle, medico, sportivo, abile boxeur, una vita ricca, costellata di avventure di ogni genere, dall’Artico all’Africa, alle guerre, in compagnia della sua creatura più famosa, Sherlock Holmes, autore di altri romanzi, The White Company, The Lost World, e The Adventures of Brigadier Gerard, indubbiamente meno noti. Si è già messo comodo in poltrona, e quindi gli offro uno sherry, il clima è umido, fuori piove, mi sembra adatto all’occasione. Caro Arthur, dovevo scoprirlo da un altro scrittore, Mark Haddon (1), che lei non fa mai dire “elementary” … Continua a leggere Le Interviste Probabili: 2. Sir Arthur Conan Doyle

I tempi del ristagno

Mala tempora currunt. Nemmeno barbarici, confusi e basta: “quanto più l’impero declina, tanto più aumentano le tasse, tanto più si dilata la burocrazia. Le conseguenze sono il ristagno, la ruralizzazione e la crisi culturale.”[1] Nei libri di storia viene così descritta la decadenza dell’impero euroasiatico del V secolo… il periodo delle invasioni di orde di barbari, tra cui il condottiero violento, Attila, re degli Unni, flagello di Dio. L’imperatore Ezio riesce a sconfiggere i Burgundi impiegando truppe mercenarie unne. Attila viene a sua volta sconfitto nel 451-2 d.C. da un esercito romano di Visigoti, guidati da Ezio. Strane alleanze che … Continua a leggere I tempi del ristagno

La chiave di Barbablù

Ieri mi sono messa a rileggere la storia di Barbablù, un utile ripasso. Barbablù, Bluebeard, Barbe bleue, Blaubart come lo si voglia chiamare è una “fiaba” macabra che bisogna studiare con attenzione, perché anche se è un racconto cruentissimo basato su un uxoricida seriale, è di fatto la rivisitazione di una tipologia maschile ricorrente, il predatore naturale. Confesso che non mi ricordavo che Barbablù facesse una brutta fine, chissà perché lo immaginavo un po’ come Dracula, condannato a brancolare in eterno nell’oscurità, invece viene massacrato dai fratelli dell’ultima sposa, le sue cartilagini lasciate in pasto alle poiane, che nel dizionario … Continua a leggere La chiave di Barbablù

Jenny Joseph e l’orecchio di Van Gogh

Jenny Joseph è una poetessa che riserva molte sorprese, come piace a me. Nata nel 1932 a Birmingham, si è trasferita da giovane nel Buckinghamshire, ha studiato letteratura inglese al St Hilda College di Oxford, e poi come succede spesso nella vita, si è confrontata con diversi mestieri, è stata giornalista, insegnante, ha collaborato con artisti, scultori, fotografi, logopedisti. Per un periodo ha anche gestito un pub a Londra, luogo che ha ispirato parte del suo mondo poetico, in cui si intrecciano vite e storie disparate con una mescolanza di registri e toni dosati sempre con ironia. Secondo un sondaggio … Continua a leggere Jenny Joseph e l’orecchio di Van Gogh

Imprevisti e probabilità, il cuore in un sasso

Una decina di anni fa nel Northumberland, nella parte nord-orientale dell’Inghilterra ai confini con la Scozia è stato fatto un esperimento poetico, affidato al caso e a una manciata di pecore. L’autrice, Valerie Laws, ampiamente criticata per aver ottenuto 2000 sterline per finanziare il progetto, da molti ritenuto ridicolo, ha pensato bene di rallegrare la comunità rurale, afflitta da una tremenda epidemia di bestiame, scrivendo sulle schiene degli ovini alcune parole, che a seconda di come gli animali si muovevano nel gregge andavano a comporre delle poesie casuali. Tra le migliori combinazioni possibili, è stata segnalata questa: Warm drift graze … Continua a leggere Imprevisti e probabilità, il cuore in un sasso