The Tenant of Wildfell Hall (VI e penultima parte)

Riprendo dopo un po’ di tempo la saga di Helen nella brughiera che avevo interrotto per impegni lavorativi, ma come ogni cosa che inizio, va terminata. Ormai non è un segreto che il matrimonio con l’irascibile marito Mr Huntington è al capolinea. Il maltrattamento è visibile a tutti. Viene sfidata a una partita a scacchi per “farle riconoscere la sua superiorità”, ed Helen soccombe miseramente, cerca di parare i colpi con qualche mossa astuta ma il marito vince. Non contento, Arthur Huntington ha preso l’abitudine di invitare a casa l’amante Lady Lowborough che si presenta con l’ignaro marito a feste noiosissime organizzate … Continua a leggere The Tenant of Wildfell Hall (VI e penultima parte)

Metti una sera a scacchi..

Il racconto che più mi ha colpito della raccolta Scacco Matto del norvegese Jostein Gaarder – c’è anche qualche lezione tratta da Il mondo di Sofia – è Lord Hamilton, a sua volta un rimando a un altro libro Il Venditore di Storie.. Le storie sono 64 come le case di una scacchiera. La tenuta scozzese di Lord Hamilton ha una scacchiera nel parco vicino all’immancabile labirinto e al lago con le carpe. Lord Hamilton, in lutto per la morte della moglie, passa gran parte delle sue giornate a fissare le carpe nel lago e a giocare a scacchi da solo, spostando pesanti pedine contro … Continua a leggere Metti una sera a scacchi..

Una lezione inaspettata

In un’epoca di contraddizioni come questa dove tutti si rincorrono dietro ai loro i-phone, e una lettera con un timbro da Roma ci impiega tre mesi per planare da una scrivania all’altra, e la burocrazia si muove come un pachiderma indolente con scaltraggine millenaria, mentre qualcuno ti regala ancora un rametto di mimose – ormai una rarità – e un altro ti prende a mazzate perché gli va così, e ci sono sempre i vicini indifferenti tra grida allucinanti che fingono di non sapere nulla, che per levarsi da possibili guai dicono sempre che si trattava di persone per bene, … Continua a leggere Una lezione inaspettata

Oggi no, domani sì?

Aspettando Godot è un’altra di quelle espressioni ormai entrate nel vocabolario quotidiano, come Carlo in Francia, altra frase usata spesso a casa mia come metro di paragone vago per indicare qualcuno che ne ha fatte di tutti i colori, eufemismo un po’ vintage ma che rende l’idea. Di solito è sempre qualche conoscente… Quando sono stata a Dublino, mi ha colpito che la gente andasse a teatro in ciabatte, un’azione assolutamente comune, un luogo familiare frequentato da tutti, Beckett era amatissimo. Credo che sia ancora così, se qualcuno ha il coraggio di attraversare O’ Connell Bridge con un vento che … Continua a leggere Oggi no, domani sì?