London’s calling #6: I casi di Fleet Street

Luoghi nonluoghi superluoghi liberamente rivisitati Torniamo alla mitica Fleet Street, una volta la strada dell’inchiostro sede dei principali giornali che ora si sono trasferiti nella più tecnologica Canary Wharf e a Wapping (dove un tempo impiccavano i pirati), rimane popolata da avvocati parrucconi settecenteschi, c’è il Tribunale o meglio The Royal Courts of Justice, Temple Bar – anticamente la porta di Londra, progettata da Christopher Wren, l’architetto Scricciolo, dopo l’incendio che distrusse la città nel 1666 – punto di raccordo con lo Strand, strada che costeggia Embankment e il Tamigi, confluisce nel tragitto ad arco di Aldwych e sfocia nella piazza con i … Continua a leggere London’s calling #6: I casi di Fleet Street

L’isolotto di Eday

The calf of Eday è una poesia di Gary Geddes, poeta canadese, tratta dalla raccolta Skaldance, pubblicata da Supernova, Maggio 2006, Venezia. Qui ripropongo la mia traduzione, pp. 98-101, ibidem. L’isolotto di Eday   Carrick House, su cui avevo messo gli occhi, domina l’isola Istmo, dove teneva corte il padrone con tutti i suoi allocchi. Il mio feudatario   di allora non meritava né soldi né stai, spremendo i mezzadri con l’affitto, facendo la bella vita nel grembo di Eday tronfio come un sacco di miglio. Sfrontato   issai ai venti la mia Vendetta, le vele spiegate, la prua a … Continua a leggere L’isolotto di Eday