L’altra faccia della prosopopea

Qui gli esempi si moltiplicano, figura retorica che consiste nel far parlare cose, persone assenti, oggetti inanimati come se fossero “vivi”. Personificazione dal greco prosopon = volto. In una parola boria. Non solo vanagloria, tracotanza, pomposità, spocchia, a volte, anche le pietre parlano. Pigmalione si innamora di una statua di Venere nei racconti di Ovidio, che diventa Galatea in altre versioni. La statua prende vita e dall’unione dei due nasce Pafo. Passano secoli, e la statua viene sostituita con la figura della fioraia Eliza Doolittle, costretta a seguire lezioni di fonetica dal Professor Higgins nella commedia di Shaw. I due mondi … Continua a leggere L’altra faccia della prosopopea

Un sonetto dal Portoghese di Elizabeth Barrett Browning

Ieri stavo facendo una ricerca sulle peonie, tra i miei fiori preferiti, le rose senza spine, con cui si fanno parecchie essenze di profumi, ricordate anche nell’Ode alla Malinconia da John Keats, che ho già tradotto qui nel blog. E così sono arrivata a Elizabeth Barrett Browning (1806-1861), la poetessa romantica inglese innamorata dell’Italia, moglie di Robert Browning, che la salvò da un padre opprimente, una giovinezza minata da una malattia gravissima, curata male con il laudano, viene quasi sempre ritratta in pose malinconiche, i capelli acconciati in boccoli infiocchettati, lo sguardo rassegnato che sembra annunciare una fine prematura. Traduttrice … Continua a leggere Un sonetto dal Portoghese di Elizabeth Barrett Browning

A rebours

Illustrazione dell’Edizione Bemporad & Figlio, Firenze 1902 Quando hai una cosa, questa può esserti tolta. Quando tu la dai, l’hai data. Nessun ladro te la può rubare. E allora è tua per sempre. James Joyce Rileggendo Pinocchio di Collodi, tra l’altro in treno seduta in direzione contraria di marcia, come se fosse un viaggio a ritroso nel tempo, ho riapprezzato la saggezza e l’attualità di questa fiaba che aveva affascinato anche il grande Kubrick. A parte la classica interpretazione che ci insegnano fin da piccoli, se racconti le bugie ti cresce il naso come Pinocchio, e la rivisitazione nostalgica di … Continua a leggere A rebours

Jenny Joseph e l’orecchio di Van Gogh

Jenny Joseph è una poetessa che riserva molte sorprese, come piace a me. Nata nel 1932 a Birmingham, si è trasferita da giovane nel Buckinghamshire, ha studiato letteratura inglese al St Hilda College di Oxford, e poi come succede spesso nella vita, si è confrontata con diversi mestieri, è stata giornalista, insegnante, ha collaborato con artisti, scultori, fotografi, logopedisti. Per un periodo ha anche gestito un pub a Londra, luogo che ha ispirato parte del suo mondo poetico, in cui si intrecciano vite e storie disparate con una mescolanza di registri e toni dosati sempre con ironia. Secondo un sondaggio … Continua a leggere Jenny Joseph e l’orecchio di Van Gogh