La Chiesa di Auvers e il riflesso di Van Gogh

La stampa di questo quadro di Van Gogh (1890) è stata per anni appesa nel corridoio della mia vecchia casa di Udine. All’epoca mi limitavo a fissare il riflesso sul vetro, mentre tentavo di chiudere la porta che tagliava il corridoio in due, facendo attenzione al filo del telefono, che poi si arricciava in spire contorte che bisognava rigirare nel senso inverso per rimettere la cornetta apposto. Non che avessi quali segreti da nascondere, solo pudore. Quel quadro invece ha un cielo che già dice tutto. In mezzo a un campo, c’è una chiesa deformata, davanti una figura che ci … Continua a leggere La Chiesa di Auvers e il riflesso di Van Gogh

Instant-scripts #Zero

Chi scrive di Mediterraneo o ci naviga ha delle ragioni personali per farlo Predrag Matvejevic La prima legge dell’ecologia: ogni cosa è connessa con qualsiasi altra Aiutami a far luce, poiché tutto è confuso – e non c’è ordine, in questo tumulto. Le cose fondamentali paiono adesso irrilevanti, quelle irrilevanti decisive. I miei ricordi sono in disordine, perché la memoria opera, come ho operato io. La memoria scalpita, crepita e incessantemente rettifica, e inventa, e migliora, e adesso non so più cosa davvero ho fatto, che cosa mi fu detto e cosa taciuto, che cosa è stato e cosa non … Continua a leggere Instant-scripts #Zero

La memoria spezzata

Ieri leggevo alcune citazioni sulla memoria. Le combinazioni sono surreali: Agostino di Ippona, l’immancabile Oscar Wilde, Rat-man, un frammento di una poesia di Ungaretti con la nostalgia insolita di una memoria onesta. Figlia indiscreta della noia, Memoria, memoria incessante, Le nuvole della tua polvere, Non c’è vento che se le porti via? Gli occhi mi tornerebbero innocenti, Vedrei la primavera eterna E, finalmente nuova, O memoria, saresti onesta. Mancava decisamente qualcosa..seppure la memoria resti comunque selettiva, una narrativa a sé che ridice omettendo. Ma qui trovava voce Caino, Caino rivisitato da Giuseppe Ungaretti, nella raccolta Sentimento del Tempo (1933), scritta dopo una crisi religiosa … Continua a leggere La memoria spezzata

Parolenuvole racchiuse in wordpress

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Illusione e disillusione, ovvero l’arte del ping pong

Charles Osgood nel suo libro La misura del significato ha sottoposto a un’indagine statistica un semplice gioco linguistico, assegnare a due nozioni distinte due aggettivi contrastanti tra loro, “liscio” o “ruvido”, “buono” o “cattivo”, “attivo” o “passivo”, “forte” o “debole”. Il risultato dell’esperimento ha confermato un accordo sorprendente fra le varie risposte, in uno spazio semantico collochiamo un concetto sempre in una matrice strutturata doppia, come accade nelle polarità di Yin e Yang in Cina o nel significato simbolico di luce e tenebre nella tradizione occidentale. Secondo Ernest H. Gombrich gli artisti hanno avuto coscienza delle potenzialità espressive delle forme e del colore prima … Continua a leggere Illusione e disillusione, ovvero l’arte del ping pong