Boyhood ossia il tempo della fanciullezza

A Garfield Finalmente un film che interpreta in modo intelligente il senso di impotenza e i conflitti di un’età in divenire. L’impresa quasi impossibile non deve essere stata facile da realizzare, 12 anni nella vita di una famiglia di genitori separati – girato dal regista Richard Linklater dal 2002 al 2013 – in cui i piccoli protagonisti crescono, dalla fase del baffo pazzo e delle tempeste ormonali ai confini dei teens, quando con finta spavalderia si affronta la scelta dell’università per affondare in un mare di incognite. I genitori sono Patricia Arquette, immortale interprete di Medium, e Ethan Hawke nel ruolo … Continua a leggere Boyhood ossia il tempo della fanciullezza

L’eterno lunedì

Altri fiumi, altri laghi, altre campagne Son là su, che non so qui tra noi; Altri piani, altri valli, altre montagne, c’han le cittadi, hanno i castelli suoi, con case de le quai mai più le magne non vide il paladin prima né poi: e vi sono ample e solitarie selve, ove le ninfe ognor cacciano belve.   Non stette il duca a ricercar il tutto; che là non era asceso a quell’effetto. Da l’apostolo santo fu condutto in un vallon fra due montagne istretto, ove mirabilmente era ridutto ciò che si perde o per nostro diffetto, o per colpa … Continua a leggere L’eterno lunedì

Il mondo in un dettaglio

Ritratto di Alexander Pope del pittore inglese Jonathan Richardson (1665-1745) “Il suono deve sembrare un’eco del senso.” Alexander Pope Alessandro Papa (1688-1744), così come è stato tradotto in italiano dall’abate Antonio Conti Veneziano, viene quasi sempre ricordato in modo sommario per essere l’autore del poemetto satirico Il riccio rapito, ma ha una storia davvero sorprendente. Figlio unico di genitori anziani di fede cattolica, in seguito alle restrizioni dei diritti civili che colpiscono i cattolici dopo il 1689, è un autodidatta, non può frequentare la scuola pubblica, né andare all’università, e così va a lezione dai preti. Impara le lingue da … Continua a leggere Il mondo in un dettaglio

Le Odissee che preferisco ricordare

“…fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.” (Dante, Inferno XXVI, 119-120) Alle medie ci costringevano a fare le parafrasi dell’Odissea, un esercizio stilistico dove di solito si riscrive male quanto è già stato detto, ma a quell’età non si potrebbe fare altrimenti. Si leggevano le versioni neoclassiche di Ippolito Pindemonte, Vincenzo Monti, confrontandole con la traduzione ‘moderna’ di Rosa Calzecchi Onesti. Nel programma di studio Ulisse ricompariva in Dante, all’inferno nella bolgia dei fraudolenti, avvolto in una lingua di fuoco. Curiosamente Dante non aveva mai letto l’Odissea, la fama dell’arguzia di Ulisse gli era stata … Continua a leggere Le Odissee che preferisco ricordare