Ritrovamenti

          Un essere che s’adatta a tutto: ecco, forse, la miglior definizione che si possa dare dell’uomo. Fëdor Dostoevskij Il primo ricordo che ho risale a quando avevo due anni. Ricordo solo una stanza bianca, con una luce quasi accecante, ero spaventatissima. Non ho mai avuto paura del buio, invece l’intensità di quella luce non l’ho mai dimenticata. Avevo avuto un attacco di convulsioni con febbre altissima e mi avevano ricoverata in ospedale. Fui messa sotto osservazione per una notte, legata al letto, mia madre appena lo scoprì fece una scenata degna di Anna Magnani e … Continua a leggere Ritrovamenti

H. P. Lovecraft e la quarta dimensione

Si dice che a Ulthar, oltre il fiume Skai, non si possono uccidere i gatti, e mentre guardo la bestiola accoccolata a far le fusa davanti al caminetto, non ho nessun motivo per dubitarne. Enigmatico, il gatto è affine a quelle strane cose che l’uomo non può vedere. È lo spirito dell’antico Egitto, depositario dei racconti a noi giunti dalle città dimenticate delle terre di Meroe e Ophir. È parente dei signori della giungla, erede dell’Africa oscura e feroce. La Sfinge è sua cugina, e lui parla la sua lingua; ma il gatto è più vecchio della Sfinge, e ricorda ciò che … Continua a leggere H. P. Lovecraft e la quarta dimensione

Orangeness

Breve croni-memoria dedicata alla Notte Creativa sull’arancione organizzata dall’Atelier Meta-Morphic il 21 Gennaio a Madrid.  L’arancione è stato un colore che ha attraversato tutta la mia infanzia. Negli anni settanta andavano di moda oggetti tecnologici che alludessero ad altri mondi, una rivisitazione del futuro che era già un dé-jà vu, suggerita dai telefilm dell’epoca: lampade improbabili con fibre ottiche che vibravano, puff scomodissimi in cui si sprofondava goffamente. Di solito venivano abbinati a dei mobili ordinari, i salotti erano una cattiva imitazione di setting spaziali, era un modo efficace per dominare il fascino dell’ignoto all’interno di un ambiente domestico. Mi … Continua a leggere Orangeness

Cuor di leone

San Girolamo, patrono dei traduttori, a volte è raffigurato in compagnia di un leone. A Venezia, alla Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, un intero ciclo di Vittore Carpaccio è dedicato al santo. Nella tela “San Girolamo e il leone nel convento”, il santo ritorna dall’eremitaggio nel deserto con un leone che aveva ammansito togliendogli una spina dalla zampa. L’opera mostra il momento in cui i frati del convento vedono la belva e fuggono terrorizzati prima che il monaco possa raccontare come siano andati i fatti. Ci sono moltissimi altri dipinti legati all’episodio del leone accudito dal santo. Alla National Gallery … Continua a leggere Cuor di leone

I cortocircuiti del cuore

        In ogni secolo gli esseri umani hanno pensato di aver capito definitivamente l’Universo e, in ogni secolo, si è capito che avevano sbagliato. Da ciò segue che l’unica cosa certa che possiamo dire oggi sulle nostre attuali conoscenze è che sono sbagliate. (Isaac Asimov) Secondo il saggio sulle emozioni di Dylan Evans (1), la logica di Spock non è attendibile. Il Vulcaniano noto per la capacità di essere più razionale nelle sue valutazioni perché impassibile, è in realtà privo di un grande strumento conoscitivo: l’emozione stessa, utilissima per rettificare il giudizio. Alla luce di questa nuova … Continua a leggere I cortocircuiti del cuore