Doctor Faustus: VI Parte

Siamo arrivati al Carnevale del 1914, Serenus “festeggia” con un brio tutto suo, più è contento, più si dilunga nei particolari, un atto di generosità alla vita dal punto di vista di un pedante sovraeccitato, del resto, sta per scoppiare la prima guerra mondiale e ci saranno altri episodi spiacevoli su cui soffermarsi. Serenus passa il suo tempo nel circolo dell’eccentrica vedova Rodde a Monaco, la figlia Clarissa ha trovato nel teatro una via di fuga dalla madre, pur non avendo un grande talento, lascia Monaco e accetta un contratto da principiante in una compagnia teatrale, Ines invece, ha un nuovo corteggiatore, … Continua a leggere Doctor Faustus: VI Parte

Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister (IV parte)

È già passato un anno da quando ha lasciato il figlio alla Provincia Pedagogica. Felix non sembra felice del nuovo ruolo che gli hanno affidato: la cura dei puledri. Ha nel frattempo imparato una nuova lingua, l’italiano. Gli istruttori spiegano che lasciano ai ragazzi scegliere le lingue in base alle loro inclinazioni, nessun insegnamento ma conversazioni libere tra loro con una lingua al mese scelta a rotazione, tra le altre arti, la musica viene al primo posto, seguita dall’arte poetica, viene incoraggiata l’improvvisazione in versi, e la pittura. E i pittori vivono in abitazioni bellissime, proprio perché bisogna coltivare sempre … Continua a leggere Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister (IV parte)

Libere interpretazioni

Una volta che ti trovi in una posizione di fiducia e potere, sogna un po’ prima di pensare Toni Morrison È da tempo che volevo scrivere qualcosa sull’Otello di Shakespeare, non voglio parlare del tema trito e ritrito della gelosia, ma proprio all’inizio del dramma c’è una frase che mi ha sempre colpito perché si apre a diverse interpretazioni: “quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa. Il derubato che sorride ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso.”[1] E come … Continua a leggere Libere interpretazioni

L’estate di Philip Larkin

A Chichan Di Philip Larkin, poeta che mi piace molto, tempo fa avevo tradotto “Home is so sad”(1), la poesia che vi propongo oggi mi ha colpito perché descrive perfettamente il senso di smarrimento provocato da certe paure, con una sensibilità rara, l’imbarazzo di chi osserva si trasforma in timido riserbo. Mamma, l’estate e io Mia madre, che odia i temporali, Blocca ogni giorno d’estate e lo svuota Sospettosa per paura che cumuli Di nuvole nere come uva si appostino nel cielo, Ma quando il tempo di Agosto si guasta E arrivano le piogge, e un fragile gelo Affila l’aria … Continua a leggere L’estate di Philip Larkin

Trick or treat?

Macbeth e Banco con le Streghe di Henry Fuseli Ormai la frase scherzetto o dolcetto? è sbarcata anche in Italia, anche se Halloween in versione mediterranea è un bell’ossimoro. È una festa che inevitabilmente mi ricorda l’Inghilterra, soprattutto i bambini che ti suonano il campanello vestiti da fantasmi che non fanno per niente paura per avere qualche biscotto. Gli scherzetti, i famigerati tricks, che anticamente si riferivano a veri e propri sortilegi, sono di solito ragni di plastica, gelatine verdastre filiformi, scheletri tremolanti tenuti da visibilissimi fili di nylon. La scena invece di un incontro spaventoso con le streghe riaffiora … Continua a leggere Trick or treat?