Il Fuoco – IV parte

Dimmi come cerchi e ti dirò cosa cerchi Ludwig Wittgenstein L’Impero del Silenzio Stelio con la sua passione totalizzante confonde sempre più la Foscarina, terrorizzata dall’idea di invecchiare e di non essere all’altezza di un giovane amante che non le dà tregua, con la paura di essere presto sostituita da Donatella Arvale, meno esperta ma con una vita davanti. Gli racconta la triste storia della contessa Radiana, reclusa in un palazzo veneziano senza specchi, vittima della sua stessa vanità. Stelio ha altro a cui pensare. Tornando da un mare in tempesta dal lido, sulla nave il poeta incrocia Richard Wagner, … Continua a leggere Il Fuoco – IV parte

Il risveglio di Filottete

Grazie a Pinkola Estés[1] mi sono messa a leggere una tragedia di Sofocle che non conoscevo, il Filottete. La storia ha una trama insolita, ma certo fa riflettere su una capacità spesso sottovalutata, l’empatia. Filottete è un valoroso guerriero che è stato abbandonato sull’isola di Lemno da Odisseo e i suoi compagni, dopo essere stato morso da un serpente che gli ha procurato una ferita al piede che non solo non guarisce e gli provoca delle pene indicibili ma emana un fetore insopportabile. Nessun marinaio vuole attraccare su quell’isola vulcanica dall’aria irrespirabile. Addolorato per il tradimento dei compagni con cui … Continua a leggere Il risveglio di Filottete

A rebours

Illustrazione dell’Edizione Bemporad & Figlio, Firenze 1902 Quando hai una cosa, questa può esserti tolta. Quando tu la dai, l’hai data. Nessun ladro te la può rubare. E allora è tua per sempre. James Joyce Rileggendo Pinocchio di Collodi, tra l’altro in treno seduta in direzione contraria di marcia, come se fosse un viaggio a ritroso nel tempo, ho riapprezzato la saggezza e l’attualità di questa fiaba che aveva affascinato anche il grande Kubrick. A parte la classica interpretazione che ci insegnano fin da piccoli, se racconti le bugie ti cresce il naso come Pinocchio, e la rivisitazione nostalgica di … Continua a leggere A rebours

Un ghazal afghano

C’è un libro di poesie a cui sono molto legata, è il Divano Occidentale [1], raccolta che richiama parzialmente un titolo di goethiana memoria [2] ma che opta per una scelta ben più radicale, già occidentalizzata: il materiale islamico viene presentato già tradotto in italiano e ordinato secondo una semplice sequenza cronologica, senza note o schede biografiche degli autori, una scelta stilistica che mette in evidenza la liricità dei singoli componimenti e ne fa apprezzare in pieno il senso. Per ghazal generalmente si intende la “canzone o elegia d’amore”, di solito oscilla tra i 5 e i 15 versi, ma può avere … Continua a leggere Un ghazal afghano