Il finto abisso in Re Lear

Reason in madness Re Lear è stata la prima tragedia che ho letto di Shakespeare, e probabilmente quella che ricordo meglio forse perché studiata con la premura del principiante… c’è una scena, che ogni volta che rileggo, di una forza straordinaria, siamo quasi alla fine di tutto, Re Lear vaga nelle lande desolate, le figlie si sono spartite il regno come volevano, il conte di Gloucester, che ha tentato di salvare il salvabile, viene torturato, accecato e abbandonato al suo destino. Non è solo, al suo fianco compare il figlio Edgar, che lui crede in esilio, nelle parti e vesti di … Continua a leggere Il finto abisso in Re Lear

Una lezione inaspettata

In un’epoca di contraddizioni come questa dove tutti si rincorrono dietro ai loro i-phone, e una lettera con un timbro da Roma ci impiega tre mesi per planare da una scrivania all’altra, e la burocrazia si muove come un pachiderma indolente con scaltraggine millenaria, mentre qualcuno ti regala ancora un rametto di mimose – ormai una rarità – e un altro ti prende a mazzate perché gli va così, e ci sono sempre i vicini indifferenti tra grida allucinanti che fingono di non sapere nulla, che per levarsi da possibili guai dicono sempre che si trattava di persone per bene, … Continua a leggere Una lezione inaspettata

Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister: (V e ultima parte)

E anche Goethe ha i minuti contati, siamo arrivati alla fine, quasi…torniamo al castello dove Lenardo, Friedrich e Wilhelm hanno ascoltato la storia di Melusine. Il senso del peregrinare nasce dalla volontà di trovarsi in una condizione migliore, puntualmente disattesa per scoprire sempre nuove realtà. La differenza tra un vagare senza meta e un vagare saggio viene riassunta da una storia custodita nella biblioteca di Lenardo, il titolo già spiega molto, “La Folle che peregrina”, ma qui si allude alla follia nella ragione. Il Signor di Revanne, uomo ricchissimo e proprietario di una vasta tenuta, incontra passeggiando per la campagna … Continua a leggere Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister: (V e ultima parte)

Le interviste possibili: VI. Raffaele Serra

Ho l’onore di aprire la nuova serie delle interviste possibili con il musicista Raffaele Serra, uno dei primi sperimentatori in Italia di musica elettronica, fotografo, grande esperto di cinema, autore di progetti molto interessanti legati ai paesaggi sonori. Benvenuto nel mio salotto virtuale, cosa ti offro? Tè, caffè, un prosecco, a te la scelta… Grazie dell’invito…gradirei un tè. Metto immediatamente il bollitore in funzione…Leggendo un tuo curriculum online, ho scoperto moltissime cose, hai lavorato in Olanda, ti sei occupato di teatro sperimentale, hai collaborato con l’antropologo Fred Gales in merito agli studi incentrati sulle culture arcaiche, ti sei interessato di … Continua a leggere Le interviste possibili: VI. Raffaele Serra

E li chiamano idilli

Guardati dalla furia di un uomo tranquillo John Dryden A parte: Non capisco perché wordpress ha fatto sparire i commenti dalla bacheca, ora ogni volta che tento di leggerli vengo dirottata su “my activities” in una sorta di elenco onanista con la lista di tutti i commenti che ho fatto negli altri blog, di nessuna utilità se non posso leggere le risposte degli altri… Inizio il soliloquio di questa settimana con una risata di John Dryden (1631-1700), poeta della Restaurazione inglese, in realtà quasi un idillio(1), una fuga rurale del poeta in compagnia della bella Silvia e del pastore Aminta, … Continua a leggere E li chiamano idilli