“Somiglianze”

Unknown

La rappresentazione di Wivenhoe Park di John Constable è per il pittore inglese trascrizione della natura, argomento su cui era irremovibile. Il parco esiste ancora, la tenuta è stata maneggiata, i rododendri hanno occultato la visione del lago. Ci ha pensato una bambina a mettere le cose in chiaro.

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Nella sua versione la tenuta rossa spicca in mezzo al dipinto, rubando spazio agli alberi. Le mucche non più pezzate vengono riprodotte solo in numero, tre in tutto, i cigni diventano grandi quanto la barca, passeggiano su un mare d’erba mentre due strane figure sporgono dall’imbarcazione come due scribi egizi. Peccato che Gombrich non abbia messo il nome della giovane interprete, perché anche il quadro diventa fiction, oltre i limiti di una possibile verosimiglianza al vero, la visione di Wivenhoe Park si colora nella sua memoria. Certo se si pensano a tutte le diatribe di Constable sulle tonalità del verde, in cui cercare “gli effetti evanescenti del chiaroscuro naturale” qui entriamo ufficialmente nel pianeta dei cigni, parenti dei cavalieri azzurri.

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